Le 4 leggi fondamentali dell'ecologia secondo Barry Commoner. July 12 2014

Le 4 leggi fondamentali dell'ecologia secondo Barry Commoner, biologo e ambientalista, uno dei padri fondatori del movimento ecologista mondiale.1) Ogni cosa è connessa con qualsiasi altra. "L’ambiente costituisce una macchina vivente, immensa ed estremamente complessa, che forma un sottile strato dinamico sulla superficie terrestre. Ogni specie vivente è collegata con molte altre. Questi legami stupiscono per la loro varietà e per le loro sottili interrelazioni." Questa legge indica la interconnessione tra tutte le specie viventi, in natura non esistono rifiuti:es. ciò che l'uomo produce come rifiuto ossia l'anidride carbonica è utilizzata dalle piante come risorsa. L'uomo col suo inquinamento altera ogni giorno il ciclo naturale degli eventi. 2) Ogni cosa deve finire da qualche parte. "In ogni sistema naturale, ciò che viene eliminato da un organismo, come rifiuto, viene utilizzato da un altro come cibo." Niente scompare. Si ha semplicemente un trasferimento della sostanza da un luogo all’altro, una variazione di forma molecolare che agisce sui processi vitali dell’organismo del quale viene a fare parte per un certo tempo. 3) La natura è l'unica a sapere il fatto suo. “Sono quasi sicuro che questo principio incontrerà notevole resistenza, poiché sembra contraddire la fede universale nella competenza assoluta del genere umano." Questo indica esplicitamente l'uomo a non essere così pieno di se e a usare la natura come se potesse renderla a suo indiscriminato servizio. Se la natura si ribella l'uomo crolla. 4) Non si distribuiscono pasti gratuiti.“In ecologia, come in economia, non c’è guadagno che possa essere ottenuto senza un certo costo. In pratica, questa quarta legge non fa che sintetizzare le tre precedenti. Non si può evitare il pagamento di questo prezzo, lo si può solo rimandare nel tempo. Ogni cosa che l’uomo sottrae a questo sistema deve essere restituita. L’attuale crisi ambientale ci ammonisce che abbiamo rimandato troppo a lungo.” Dal libro "Il cerchio da chiudere” - Barry Commoner - Biologo ed ecologo statunitense New York 1917- ivi 2012). Prof. di fisiologia vegetale all’univ. di Washington, è stato uno dei pionieri nello studio delle interazioni tra virus e cellule delle piante e del ruolo dei radicali liberi nel processo metabolico; ha applicato un rigoroso approccio scientifico ai problemi ambientali, mantenendo un attivo impegno militante. Nel 1966 ha fondato il Center for the biology of natural systems di New York. Tra i suoi scritti: The closing circle. Nature, man, and technology (1971); The poverty of power. Energy and the economic crisis (1973); Making peace with the planet (1990). Fin dagli anni '50 Commoner, insieme con altri scienziati, ha infatti studiato le terribili conseguenze ambientali dei test nucleari atmosferici ed ha condotto una battaglia coronata da successo per la loro definitiva messa al bando. Successivamente, negli anni '60 e '70 ha studiato con passione e competenza l'impatto ambientale delle diverse attività produttive umane.Il testo «Il cerchio da chiudere» è stato pubblicato da Commoner nel 1971 e contiene un'eccellente sintesi delle principali problematiche ambientali di quegli anni. Oggi a quasi 30 anni di distanza, questo libro non è assolutamente invecchiato e molte delle sue osservazioni rimangono sostanzialmente valide ed attuali.

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