Il distributore intelligente che dona cibo per cani randagi in cambio di plastica da riciclare July 26 2014

In Turchia, da tempo si sperimenta un nuovo modo di tutelare l’ambiente e gli animali. Buttando i contenitori di plastica da riciclare in uno speciale distributore in strada, si ricevono in cambio acqua e cibo per i cani randagi. Un modo intelligente di prendersi cura delle proprie città, possibile grazie alla ditta Pugedon, che ha installato ad Istanbul, ormai già da quattro anni, dei distributori, il cui funzionamento è semplice, economico e soprattutto utile al problema randagismo che in questo Paese tocca punte molto alte. Si stima che nella sola capitale turca siano presenti oltre centocinquantamila animali randagi, tra cani e gatti. Un numero considerevole di animali che vagano per le strade e che, se non possono avere un padrone, con questo stratagemma possono almeno ottenere di che sfamarsi. Il funzionamento del distributore si basa sullo scambio tra plastica e cibo, praticamente a costo zero, dal momento che i contenitori riciclati coprono per intero l’acquisto dei pasti dei randagi. Le fessure per il riciclo si trovano sulla parte superiore e il cibo viene erogato alla base del distributore in modo da facilitare gli animali in difficoltà. C'è anche un piatto attaccato così gli utenti possono versare l'acqua residua da una bottiglia di plastica prima di riciclarla. Una scelta etica che ha consentito anche di non far abbattere i randagi, così come aveva stabilito una legge governativa del 2011. A seguito delle migliaia di proteste sollevate dagli abitanti contro la sempre crescente presenza di randagi, possibili fonti di malattie e cause di incidenti. Quell’anno gli animalisti, scesi in piazza a difesa degli animali hanno ottenuto il blocco dell’emendamento e lo spostamento della politica sul tema delle sterilizzazioni e delle vaccinazioni, così da tentare di ridurre il numero di presenze di randagi in strada e la trasmissione delle malattie. In questo modo il distributore di cibo è riuscito ad andare oltre provvedendo sia al sostentamento degli animali che alla raccolta differenziata da parte dei cittadini. Sarebbe saggio che un tale modello di civiltà venisse riproposto anche in altri Paesi. Le recenti vicende delle Olimpiadi in Russia, e precedentemente anche gli Europei di calcio in Ucraina, hanno mostrato agli occhi del mondo quanto il problema del randagismo non sia un fenomeno isolato, ma condiviso da molte città. La risposta lampo di abbattere tutti i cani e gatti, che in qualche modo deturpano la bellezza delle strade cittadine non può di certo essere la risposta. Siamo sempre di fronte ad “emergenze rifiuti“, ma anche ad “emergenze randagismo“, due tematiche che occupano ore ed ore di programmazione dei nostri telegiornali in ogni periodo dell’anno. Se si provasse anche altrove ad utilizzare questo distributore si potrebbe vivere in maggior sintonia con l’ambiente circostante.

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