La canapa utilizzata per creare super batterie migliori del litio e più economiche del grafene. February 14 2015

Ottima come alimento, insostituibile nella biocosmesi, confortevole fibra tessile ed eccellente materiale per l’isolamento termico. Una pianta che invece di consumare migliora il terreno e riduce l’inquinamento. Gli utilizzi della canapa sembrano infiniti. In Canada e in California si investe in batterie vegetali di canapa. I ricercatori della University of Alberta guidati dall’ingegnere David Mitlin hanno presentato uno studio sulla creazione di un nanomateriale ricavabile dagli scarti della lavorazione industriale della pianta di canapa che possiede caratteristiche simili al grafene con costi di produzione minori. Il grafene è un materiale resistente, leggero composto di strati di carbonio dello spessore di atomi che, quando vengono sovrapposti, possono fare da elettrodi. Utilizzabili nell’impiego di pannelli solari, nelle batterie, negli elettrodi, gadget elettronici. Grazie alle sue proprietà è considerato il materiale del futuro, come erede del silicio per i trasformatori, e del litio per batterie e accumulatori. L’unico difetto di questo materiale è l’alto costo di realizzazione. Il team di Mitlin ha deciso di creare qualcosa di simile al grafene partendo dalle fibre di canapa che provengono dall’interno della corteccia della pianta e che spesso vengono scartate dall’industria in rapida crescita in Canada che utilizza la canapa per abbigliamento, materiali da costruzione ed altri prodotti. La squadra guidata da Mitlin ha quindi costruito un supercondensatore utilizzando i nanomateriali derivati dalla canapa come elettrodi e un liquido ionico come elettrolita. Quando sono stati completamente assemblati, i dispositivi si sono rivelati migliori dei supercondensatori in commercio, sia per densità di energia che per la gamma di temperature a cui possono lavorare: dal gelo a più di 200 gradi Fahrenheit. La migliore proprietà del dispositivo, spiega Mitlin, è la sua massima densità di potenza. A 60° C , il materiale produce 49 kW/kg, mentre il carbone attivo usato attualmente negli elettrodi in commercio fornisce, alla stessa temperatura, 17 kW/kg. Liming Dai, un ingegnere chimico della Case Western Reserve University, sostiene che il materiale derivato dalla canapa sia il sostituto a basso costo del grafene. Mitlin conclude: «Ora siamo oltre alla fase iniziale di test per un supercondensatore completamente funzionale. Stiamo preparando per la produzione su piccola scala».

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