Adidas realizzerà scarpe green con reti da pesca illegali. July 04 2015

La compagnia tedesca di abbigliamento sportivo Adidas ha ideato un nuovo modello di scarpe da ginnastica ecosostenibili. Il nuovo progetto nasce grazie alla collaborazione con Parley For The Oceans, organizzazione ambientalista che si batte per la protezione, il rispetto degli oceani e per la preservazione della loro biodiversità. Un’iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sulla bellezza e la fragilità degli oceani e di collaborazione su progetti che possono mettere fine alla loro distruzione. Un comunicato della multinazionale dell’abbigliamento sportivo spiega che «Adidas Group e Parley for the Oceans attueranno un programma di partnership di lungo periodo che si basa su tre pilastri: comunicazione ed educazione, ricerca e innovazione, nonché azioni dirette contro l’inquinamento di plastica dell’oceano. La partnership è un esempio di approccio all’innovazione open-source dell’Adidas Group, dell’impegno con i partner, delle idee crowd-source per co-creare il futuro dell’industria. Tra l’altro, questa collaborazione accelererà la creazione di prodotti innovativi e l’integrazione nel 2016 di materiali prodotti con rifiuti oceanici di plastica nell’offerta di prodotti del marchio Adidas». Eric Liedtke, della direzione Adidas e responsabile global brands,  ha sottolineato che «la salvaguardia degli oceani è una causa che mi sta molto a cuore, come a molti dipendenti dell’Adidas Group. Grazie alla collaborazione con Parley for the Oceans stiamo contribuendo a una grande causa ambientale. Collaboriamo nella creazione di tessuti fabbricati con rifiuti di plastica oceanica che integreremo nel nostro prodotto». Cyrill Gutsch, fondatore di Parley for the Oceans, ha dichiarato: «I nostri oceani sono sul punto di crollare e non c’è molto tempo per girare attorno alla questione. Nessuno può risolvere da solo il problema. Ognuno deve essere parte della soluzione. E “collaborazione” è la formula magica. Siamo estremamente entusiasti di questa partnership. Non c’è nessun altro marchio che porti nel DNA la cultura della collaborazione come Adidas. Insieme, non ci concentreremo solo sulla creazione della prossima generazione di design concepts, tecnologie, materiali e prodotti. Ci sarà anche da coinvolgere  consumatori, atleti, artisti, designer, attori, musicisti, scienziati e ambientalisti perche alzino la  voce e contribuiscano  con le loro competenze alla causa dell’oceano». Adidas sembra aver compiuto un altro passo nella strada intrapresa per diventare una multinazionale più sostenibile e green,  con buone performances nel campo della sostenibilità dei prodotti. Adidas ha annunciato la partnership con  Parley for the Oceans  insieme alla presentazione del suo 2014 Sustainability Progress Report , dal quale emerge che il 30% del cotone utilizzato l’anno scorso dalla multinazionale l’anno scorso era proveniente da  fonti sostenibili, il 5% in più dell’obiettivo che si era prefissata. Entro quest’anno il cotone sostenibile dovrebbe rappresentare il 40% delle forniture, per arrivare al 100% entro il 2018. Nel 2014 la multinazionale ha portato la sostenibilità nei suoi negozi introducendo il primo “green”’ retail concept nello store HomeCourt a Norimberga, in Germania, gestito da un sistema di controllo intelligente che ottimizza automaticamente riscaldamento, raffreddamento e ventilazione, ed è completamente attrezzato con luci a LED ed altri dispositivi a basso consumo energetico , per ridurre l’impronta di carbonio globale del negozio. Ora la multinazionale dice che «la partnership con Parley for the Oceans ci ha già portato a rivedere alcune delle nostre pratiche di business. Impedire l’uso di sacchetti di plastica nei nostri negozi è un esempio primario di questo e della cosa giusta da fare». Anche se il problema, come dovrebbe essere ormai chiaro, non sta nella plastica in sé ma nella cattiva gestione (quando non basta la semplice inciviltà) di cui spesso è incolpevole protagonista a fine vita. Il modello sarà costruito con plastica riciclata utilizzando reti e rifiuti trovati in mare. La maggior parte delle reti per il progetto è stata donata dall'associazione ambientalista The Sea Schepherd che ha recuperato circa 72 chilometri di reti, utilizzate nella pesca illegale in Africa occidentale da un gruppo di trafficanti che erano ricercati dall'Interpol. Alcune reti verdi verranno utilizzate sul dorso della scarpa per decorarla, mentre il resto dei rifiuti di plastica servirà a costruire la struttura della scarpa. Il nuovo modello verrà prodotto nel 2016.