Leonardo DiCaprio anche agli Oscar in difesa per l’ambiente. February 29 2016

E’ noto ormai da molto tempo l’impegno ecologista di Leonardo DiCaprio per salvaguardare l’ambiente e gli animali da danni provocati dai cambiamenti climatici. E lo ha ribadito anche nel suo discorso durante il ritiro del Premio Oscar come migliore attore protagonista nel film “Revenant”  all‘88esima edizione degli Academy Awards al Dolby Theatre di Los Angeles. Leonardo DiCaprio dopo aver ritirato la famosa statuetta e ringraziato vari colleghi e mentori, ha portato nuovamente l’attenzione su quanto sia importante agire immediatamente per risolvere le problematiche ambientali che affliggono il nostro pianeta. Leonardo DiCaprio ha dichiarato: ”Revenant parla delle relazioni tra l’uomo e il mondo naturale, un mondo che nel 2015 è stato il più caldo di sempre. I cambiamenti climatici sono qualcosa di reale, stanno accadendo proprio ora. E’ la minaccia più immediata per tutte le specie, e dobbiamo impegnarci insieme evitando di rimandare ancora per i miliardi di persone in difficoltà che sono maggiormente colpiti da questi cambiamenti, per i figli dei nostri figli e per tutti coloro le cui voci sono soffocate dalla rapacità dei politici”. Ha poi concluso il discorso dicendo: "Nel 2015 siamo dovuti andare al Polo Sud per trovare la neve. Il cambiamento climatico sta minacciando la specie umana. Dobbiamo lavorare insieme e smetterla di posticipare, smetterla di sostenere leader che parlano per chi inquina ma non per gli indigeni che saranno toccati da questi cambiamenti. Non diamo per scontato questo pianeta, così come io non davo per scontata questa serata". Già in una precedente intervista, l’attore aveva dichiarato: “Per me conta di più salvare l’ambiente che vincere l’Oscar”. Da questo punto di vista, Leonardo DiCaprio sta facendo la differenza e negli ultimi anni si sta impegnando a dirigere le proprie donazioni verso cause ambientaliste, animaliste, etiche. L’attore ha istituito una fondazione che finanzia progetti di salvaguardia del pianeta e delle specie animali a rischio, la Leonardo DiCaprio Foundation. Con donazioni di oltre 40 milioni di dollari, ha finanziato organizzazioni come: Save The Elephants, Tree People, Amazon Watch, Wwf, Pacific Wolf Coalition, International Fund fo Animal Welfare, WaterKeeper, The Virunga Fund, Bioneers e Empowered By Light, ecc. Dal 2010 ha finanziato più di 70 progetti in oltre 40 Paesi del mondo dichiarando: "La distruzione del nostro pianeta continua a un passo che non possiamo più permetterci di ignorare. Abbiamo la responsabilità di innovare un futuro in cui l'abitabilità del nostro pianeta non arrivi a spese di coloro che ci abitano". I gruppi destinatari dei fondi, aggiunge, "sono impegnati nella soluzione della sfida più grande di sempre per l'umanità". Recentemente è entrato anche a far parte del movimento Divest, un’iniziativa che incoraggia privati, fondazioni, istituzioni a togliere i propri investimenti dai combustibili fossili. Davanti alla platea del Forum Economico Mondiale, che riunisce potenti della Terra, grandi manager dell’industria e della finanza, intellettuali e studiosi, DiCaprio ha chiesto di intraprendere azioni coraggiose per salvaguardare l’ambiente. In particolare, l’attore americano si è scagliato contro le aziende del settore energetico (carbone, elettricità, gas, petrolio), accusate di esercitare pressioni per frenare la politica mondiale per le energie rinnovabili. I rischi del Global Warming sono ormai evidenti nonostante i tentativi dei colossi del carbon fossile di minimizzare gli effetti che la combustione di carbone, petrolio, gas fossile e legname provoca nell’atmosfera. Eppure un’inchiesta di John Richardson pubblicata su Esquire a giugno 2015, descrive il dilemma esistenziale degli scienziati che studiano il cambiamento climatico. In particolare si racconta la storia di Jason Box, il glaciologo americano che nel 2014 è stato accusato di allarmismo per aver espresso la propria preoccupazione dopo la scoperta che smog e fuliggine stanno accelerando la scomparsa dei ghiacciai della Groenlandia. Secondo gli studi più recenti, lo scioglimento dell’intera calotta dell’isola potrebbe infatti far salire il livello del mare di sei metri. Ma se i ripetuti fallimenti dei tentativi di costruire una politica globale decisa contro le emissioni di gas-serra hanno generato frustrazione nella comunità scientifica, Di Caprio non intende arrendersi ad un sistema economico dominato dall’industria del carbon-fossile. L’attore di Hollywood ha invitato la platea di Davos a incentivare le giuste politiche e i necessari sussidi per sostenere la delicata transazione energetica alle fonti rinnovabili. Il crollo del prezzo del petrolio oltre che da cause congiunturali come il rallentamento economico e da scelte strategiche delle principali potenze mediorientali e mondiali, dipende infatti anche da un'economia che si sta affrancando dalle fossili. La cattiva notizia è che banche, compagnie di assicurazione e fondi pensione hanno più di un trilione di euro investiti in combustibili fossili, quindi anche denaro dei contribuenti. Due terzi delle riserve di carbonio nel sottosuolo sono di fatto non bruciabili se si intende mantenere gli aumenti di temperatura nell'ambito dei due gradi. Il rischio, avvertono le associazioni ambientaliste, politici e scienziati, è lo scoppio della bolla del carbonio se non si smetterà presto di investire in fonti fossili. Leonardo Di Caprio è diventato anche il produttore esecutivo di Cowspiracy documentario sull’impatto ambientale degli allevamenti e dell’industria della carne, a cui ha deciso di dare il proprio supporto alla diffusione. Da sempre in prima linea in difesa di un’alternativa che possa giovare a Madre Natura, Leonardo DiCaprio presta sovente il suo volto per azioni a tema. Non a caso il WWF ha scelto la sua immagine come emblema per la lotta contro il commercio illegale di animali selvatici. La campagna si chiama “Hands Off My Parts – Giù le mani dalle parti del mio corpo” e accende i riflettori in favore della tutela di rinoceronti, tassi, elefanti, leoni e tigri vittime del bracconaggio. Nominato dall'ONU ambasciatore di pace per il clima, durante la cerimonia di apertura del Climate Summit 2014 all'assemblea delle Nazioni Unite a New York Leonardo DiCaprio ha fatto il seguente discorso:

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