L’ecopelle italiana ricavata dagli scarti del vino vince il Global Change Award April 11 2017

Con il progetto Grape Leather, il team italiano capitanato da Rossella Longobardo, si è aggiudicato 300000 euro di premio del Global Change Award promosso dalla H&M Foundation. L’idea innovativa è quella di realizzare una pelle vegetale dagli scarti della vinificazione, in grado di ridurre ed eliminare le problematiche ambientali dovute allo sfruttamento delle risorse e garantendo il benessere degli animali. Come spiega Rossella Longobardo, rappresentante del team Grape Leather: “Ci rallegra profondamente che una Fondazione così prestigiosa abbia riconosciuto il valore della nostra innovazione e abbia fortemente creduto in essa. Il nostro primo obiettivo, sarà di concentrarci nel passaggio da un progetto pilota a una produzione su scala industriale del nostro tessuto e di iniziare una rivoluzione verde, cruelty-free all’interno del settore della pelletteria, risolvendo così le problematiche attuali e il sovra-sfuttamento.” Oltre al premio, i vincitori avranno un anno di supporto per lo sviluppo delle loro idee fornito dalla H&M Foundation in collaborazione con Accenture e Kth Real Institute of Tecnology di Stoccolma, concentrandosi principalmente su economia circolare, innovazione e network nell’industria della moda. Jill Standish, Senior Managing director of Retail di Accenture afferma:”L’attenzione dei consumatori verso prodotti più sostenibili richiede di rivedere e riprogettare l’intera catena del valore della moda. Il Global Change Award è la prima iniziativa di questo genere nella moda legata a idee in fase embrionale e siamo impressionati dal livello di creatività e innovazione dirompente dimostrata dai cinque vinvitori del premio". E anche Sigbritt Karlsson, presisdente del Kth afferma: "Queste sorprendenti innovazioni possono contribuire alla costruzione di un futuro sostenibile e non vediamo l’ora di dare il via al programma d’incubazione di un anno con i vincitori”. La H&M Foundation è una realtà no-profit istituita privatamente dalla famiglia di Stefan Persson, fondatrice e principale proprietaria dell’azienda svedese di moda H&M che dal 2013 ha donato alla Fondazione oltre 120 milioni di euro per migliorare le condizioni di vita delle persone su scala globale. 

Quest’anno, durante la seconda edizione del Global Change Award, sfida annuale per l’innovazione e per accelerare un approccio circolare senza sprechi nell’industria della moda, sono stati premiati con 1 milione di euro i cinque migliori progetti scelti tra circa 3000 domande provenienti da 130 Paesi, suddivisi nel seguente modo:

300000 euro a Grape Leather progetto del team italiano, composto da Rossella Longobardo, Francesco Merlino, Valentina Longobardo e Giampiero Tessitore, per la realizzazione di pelle completamente vegetale ricavata dagli scarti della vinificazione, come ad esempio bucce e gambi. Gli avanzi della vinificazione, invece di essere bruciati creando anidride carbonica, vengono utilizzati come materia prima in un processo che non ha bisogno di sostanze chimiche nocive come quello utilizzato per la produzione di pelle sintetica derivante dal petrolio. 

250000 euro a Solar Textiles del team statunitense/svizzero di Miguel A.Modestino che ha proposto un nylon creato da fonti rinnovabili con l’energia solare trattenendo le emissioni. Oggi molti tipi di tessuti come il nylon, sono realizzati tramite processi produttivi che inquinano l’aria emettendo gas serra. La soluzione è quella di produrre un nylon che utilizza solo acqua, scarti vegetali e energia solare senza liberare i gas serra nell’aria, contribuendo a un mondo a zero emissioni. In caso di successo, il materiale sarebbe identico al nylon esistente, ma creato da fonti rinnovabili in modo sostenibile.

150000 euro a Content Thread del team Sati Uniti/Regno unito di Anura Rathnayake che ha proposto un filato digitale che facilita il riciclo dei vestiti. Uno dei maggiori ostacoli al riciclaggio dei prodotti tessili è che spesso non sappiamo esattamente qual è il contenuto dei materiali nei vestiti. Con l’associazione di un’etichetta digitale per ogni capo in produzione, possiamo creare una lista digitalizzata degli ingredienti, grazie a un filo di Rfid che facilita il lavoro dei riciclatori dando loro tutte le informazioni necessarie per riciclare correttamente il capo a fine vita. Così si ottengono miglioramenti economici che minimizzano i rifiuti in tutta la filiera alimentando il processo di riciclo a fine vita.

150000 euro a Denim-dyed Denim del team australiano di Xungai Wang che ha presentato un processo di lavorazione di un nuovo denim utilizzando come colorante un denim riciclato, bypassando il processo di tintura tradizionale altamente inquinante che richiede grandi quantità di acqua e energia producendo notevoli quantità di rifiuti. Attraverso questa innovazione, vecchi jeans possono essere scomposti in particelle fini, realizzando una polvere colorante che può essere utilizzata per colorare nuovi jeans o fare stampe su altre tessuti. In questo modo il vecchio denim viene riciclato invece di finire in discarica, ed inoltre si riducono le quantità di acqua e di energia utilizzate. Si ottiene così un processo di produzione ecofriendly con un notevole risparmio economico.

150000 euro a Manure Couture del team olandese di Jalila Essaidi che ha proposto un progetto per la trasformazione del letame bovino in tessuto biodegradabile. Invece di utilizzare nuove risorse per la produzione tessile, abbiamo bisogno di trovare il modo di riutilizzare le risorse esistenti, fra cui tutti i tipi di rifiuti. Poichè il letame contiene cellulosa, vi è la possibilità di estrarre materiale grezzo che può creare un tessuto biodegradabile. Attraverso questo processo, la produzione di gas metano è ridotta e la contaminazione del suolo e delle acque vengono impedite.

Karl-Johan Persson, membro del consiglio della H&M Foundation e Ceo di H&M Hennes & Mauritz AB afferma:” Queste innovazioni hanno il potere di aiutare e reinventare l’industria della moda, consentendo a prodotti e materie prime di avere più di una vita. Se si vuole aiutare a cambiare una delle più grandi industrie al mondo, questo è il momento per farlo.”

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